Nuovi Piccoli Maker: L’Esperienza dell’ IC Teresa Sarti
All’IC “Teresa Sarti” i bambini hanno dimostrato una genuina curiosità e una notevole sensibilità. Noi siamo andati lì con obiettivi chiari: insegnare, divertire e farli riflettere su una realtà che, a volte, può sembrare lontana dalla loro quotidianità. E invece sono stati proprio loro a farci vivere un’esperienza unica.
Con la loro spontaneità e leggerezza ci hanno insegnato più di quanto noi siamo riusciti a insegnare a loro. Il focus del percorso era invitarli a riflettere sul tema della diversità: siamo tutti diversi ed è proprio questa diversità che ci rende unici.
CREA, STAMPA, AIUTA!
Il primo giorno hanno realizzato alcuni elaborati costruendo prototipi di device in cartone, utilizzando colori e forme differenti, poiché ciascuno ha lavorato partendo dal calco della propria mano. L’obiettivo era farli avvicinare al tema della diversità in modo concreto, coinvolgendoli in prima persona e rendendoli protagonisti attivi dell’esperienza. Abbiamo quindi chiesto loro: “Che cosa vedete in questi lavori?”, aiutandoli a comprendere che anche quella rappresenta una forma di diversità.

Successivamente, attraverso un software, ognuno di loro ha potuto personalizzare e colorare la Phoenix Hand, entrando ancora di più nel nostro mondo.
L’ultimo giorno sono diventati dei veri maker: con il supporto di alcuni volontari hanno assemblato personalmente la mano. Sono stati attenti e partecipi; anche durante la stampa 3D di alcuni componenti hanno cercato di comprendere il principio di funzionamento, mostrando curiosità e interesse.

È la prima volta che la nostra associazione organizza un workshop di questo tipo con la scuola, con i volontari direttamente a contatto con i ragazzi. Un’esperienza nuova anche per noi, che ci ha messo alla prova ma ci ha anche regalato grande soddisfazione.
Siamo rimasti davvero colpiti nel vedere quanto fossero interessati, partecipi e attenti. Prima di far assemblare loro la Phoenix, abbiamo spiegato come funziona la scalatura delle misure nello slicer, mostrando in modo pratico come sia possibile adattare le dimensioni di un modello 3D alle diverse esigenze di stampa, mantenendone proporzioni, dettagli e funzionalità. Abbiamo parlato anche dell’importanza della precisione, delle proporzioni e di come piccole modifiche possano influire sul risultato finale: concetti tutt’altro che semplici.
Eppure, ci hanno sorpresi. Hanno seguito con attenzione, fatto domande mirate, condiviso osservazioni personali e dimostrato una curiosità sincera verso il processo. Il confronto diretto con loro è stato il vero valore aggiunto della giornata: un momento di scambio reciproco, in cui non solo abbiamo insegnato, ma abbiamo anche imparato.

CONCLUSIONI
La nostra è una realtà profondamente diversificata e crediamo che sia proprio dai bambini che si debba partire per trasmettere un messaggio fondamentale: la diversità non fa paura, ma è ciò che rende ognuno di noi unico e speciale.
Articolo di: Beatrice Costantini e Maria Maiolini










