La sfida è di quelle più difficili: realizzare un device che possa adattarsi ad una bambina che ha un problema particolare, una agenesia di quattro dita della manina con soltanto il pollice residuale.

I device standard di e-Nable non sono utili in questo caso perchè non contemplano questa possibilità, le altre soluzioni opensource disponibili non sono adeguate perchè morfologicamente non compatibili con la mano della bambina, c’è bisogno di qualcosa di nuovo, di unico e specifico per la bimba, abbiamo bisogno di tutte mettere in campo le nostre competenze per poter realizzare il device da donare alla piccola.

La modifica del modello 3D si è rivelata essere estremamente complessa per una serie di questioni tecniche, grazie però all’aiuto degli amici di 4DoItaly siamo riusciti ad ottenere quello che sembra essere un buon risultato.

Predisposto il modello 3D si è passati alla customizzazione per renderlo unico e gradevole per la bimba, anche qui la richiesta era “speciale”, perchè speciale è ogni destinatario dei nostri device.

Il suo desiderio era di avere un device rosa con un unicorno sul palmo, ci siamo quindi messi subito al lavoro per realizzarlo, anche qui dopo qualche settimana di test e innumerevoli tentativi chiediamo aiuto ai nostri amici che, grazie alla loro provata esperienza, ci indicano la via su come lavorare con le mesh.

Il resto del lavoro è opera di Alessandro, il nostro più instancabile dei volontari, è bravo, è tecnicamente preparatissimo ed è sempre pronto a contribuire a qualsiasi progetto.

Insieme abbiamo collaborato per mettere a punto il modello finale con le componenti 3D che sarebbero andate a comporre il device finale.

Terminata la progettazione si è passati alla stampa, qui grazie a Palette, il dispositivo che abbiamo acquistato con le donazioni arrivate ad e-Nable Italia, pensavamo di avere vita facile e fare una fantastica stampa a più colori, ma nulla è scontato e nulla è semplice, anche qui test e prove (ogni stampa richiedeva dalle 6 alle 14/20 ore) a non finire, perchè il dispositivo è molto potente ma usarlo richiede una grande conoscenza di una infinità di parametri di configurazione nel generare il file per la stampante ed un controllo minuzioso di ogni dettaglio.

Ore, giorni di test e prove, bobine di filamenti ed ore ed ore (letteralmente nottate) di lavoro per mettere a punto dei profili e una procedura di stampa adeguata.

Per arrivare ad un device di test che è quasi accettabile, ad oggi avremo forse lavorato per oltre 150 ore al device, ma c’è ancora lavoro da fare: il fitting non è preciso e l’unicorno proprio non ne vuole sapere di essere stampato a dovere con Palette…

I prossimi step:

  1. modificare la stampante per operare in modalità direct drive e migliorare il controllo con la stampa a colori
  2. aspettare l’arrivo dell’ultimo dono che ci hanno generosamente fatto, uno scanner 3D per fare una scansione della manina e calibrare perfettamente le dimensioni della stampa

Perchè noi non ci fermiamo fino a quando non vedremo l’unicorno volare!

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